Il VIP, Very Important Person, e il seguito del VIP, Veri Insopportabili Parassiti -  New Dimension Software

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Dove c'è il "principe" c'è sempre anche il giullare: non importa sotto quali vesti... Si sa che la gente importante - o ritenuta erroneamente tale - ha sempre intorno a sé un codazzo rumoroso, variopinto e servizievole in sommo grado...

Il VIP (Very Important Person) e il seguito del VIP (Veri Insopportabili Parassiti)

Metti una sera a cena con il VIP: vi è mai capitato? Se la risposta è no è un vero peccato, non tanto per il VIP in sé che generalmente è una persona normalissima, vi saluta educatamente e consuma il suo pasto senza particolari stravaganze. Il bello - la cosa veramente da non perdere - sono i personaggi che gli gravitano intorno i quali, per il solo fatto di sedere alla sua tavola, si sentono investiti dal contagio del "sacro" e si ritengono perciò a loro volta "oggetti sacri". L'osservazione sul campo mi viene in soccorso nella descrizione di questi buffi individui, che poi altro non sono che la versione anni '90 (quindi più individualista) dei famigerati "nani e ballerine" di craxiana memoria. L'entourage del VIP in primo luogo è sempre un'allegra brigata. Eufemismo, naturalmente: diciamo pure che queste persone fanno casino con compiaciuta ostentazione, cosa d'altronde normale perché prima di tutto devono dimostrare (a se stesse?) di esistere e poi di essere degne di sedere a fianco del personaggio famoso. Pertanto il frequentatore di VIP tende per principio a fare il simpatico, lo spigliato, il brillante, l'eccentrico, lo sparabattute e il prendiperilculo a raffica (e ad alta voce), col divertente risultato che gli tireresti volentieri il piatto di tagliatelle nella faccia. Un'altra cosa interessante è che non si riesce a capire che razza di lavoro fa `sta gente. Ingenuamente ho provato a chiedere a un mio commensale che cosa facesse nella vita un tizio seduto di fronte a me. "Beh, lui conosce Diego [Abatantuono]* da tanti anni..." mi ha risposto con sufficienza. Ho incassato il colpo: è una professione che non conoscevo. Altra caratteristica di questi personaggi è che nessuno si può chiamare col proprio nome di battesimo, chessò un banale Alberto o una semplice Giovanna, e così il gruppo pullula di Rory, Giusy, Pucci, Chicche e Ghighi. Mi ha riempito di orgoglio il pensiero che la mia gatta, che si chiama Tati, tra i VIP farebbe la sua figura Per intimidire le ragazzotte provinciali come me il frequentatore di VIP comincia poi a buttare lì con nonchalance le sue altolocate frequentazioni, all'interno delle quali mostra di muoversi con grande naturalezza: "L'altra sera stavo uscendo dal ristorante quando ho incontrato Renato [Zero]* che entrava, e allora sono tornato dentro anch'io e sono rimasto a cena con lui..." ("Bel morto di fame" ho pensato). In qualche modo, alla fine riesco a carpire sporadiche notizie sui membri di questa pittoresca corte dei miracoli. Le informazioni naturalmente vanno un po' filtrate. Ad esempio, di uno che si era presentato come professionista "del settore discografico" ho poi scoperto che faceva il commesso in un negozio di dischi. Ma non è il caso di stare a sottilizzare. Anzi devo confessare che alla lunga, sopraffatta da tanta "vippaggine", ho cominciato anch'io a guardarmi attorno con aria superiore e a sentirmi importante, e sono quasi rimasta male che le torme di ragazzini lì convenute non abbiano chiesto l'autografo anche a me (in fondo scrivo su Chiamami Città!). Il delirio da star system, comunque, ha raggiunto il culmine quando un signore distinto ha fatto il suo ingresso nella sala e si è seduto al nostro tavolo. "Lui lo conosco," ho esclamato, "l'ho visto di recente in un film!" Sono stata prontamente zittita: "Ma se fa il dentista a Morciano…" *Il cognome del VIP, per il frequentatore di VIP, è ovviamente superfluo.

Claudia Rubbini


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