Dopo gli incendi arrivano le perdite d'acqua, nuovo mistero a Caronia
Torna il mistero a Caronia, piccolo centro del
messinese già teatro, tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio,di
una serie di incendi (nella foto), che scoppiavano senza ragioni apparenti.
In alcune abitazioni di Canneto, frazione del paese di 150 mila anime,
schiacciato tra la montagna e il mare a metà strada tra Palermo e Messina,
da qualche giorno l'acqua fuoriesce misteriosamente dai flessibili che
collegano i tubi ai rubinetti. Le case sono le stesse di allora, quelle
allineate lungo la ferrovia.
Nel piccolo centro siciliano torneranno gli esperti, per esaminare questo
nuovo fenomeno e intanto i pezzi idraulici dai quali si sono prodotte le
perdite sono stati sequestrati dai carabinieri.
Oggi è l'acqua che sgorga da fori prodottisi nei tubi, prima le fiamme che
bruciavano senza motivo, ma il mistero è lo stesso e soprattutto produce
paura e inquietudine tra gli abitanti, già costretti allora ad abbandonare
le abitazioni e provati da mesi di ipotesi, dubbi e domande senza risposta.
Tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio incendi misteriosi si
produssero in una dozzina di appartamenti, dove prima gli scaldabagni, poi i
contatori dell'Enel andavano a fuoco inspiegabilmente. I fenomeni
proseguirono anche dopo l'interruzione dell'erogazione da parte del gestore,
interessando anche altri elettrodomestici, nonostante fossero scollegati
dalla rete. Persino alcuni letti con la rete metallica presero fuoco.
Fenomeni inspiegabili. Il sindaco di Caronia, Pedro Spinnato, chiese
l'intervento di tecnici ed esperti, che cercarono di mettere in relazione
gli eventi tra loro, per capire se vi fosse una causa legata alla
dispersione di corrente nel terreno. Le case furono sgomberate e il 10
febbraio si tenne un consiglio comunale straordinario. «Se si scoprirà che
si tratta di una causa naturale - dichiarò il sindaco - come attività
elettromagnetica nel sottosuolo o altro , allora chiederemo lo stato di
calamità».
Ma intanto si affacciarono ipotesi assai più suggestive, e addirittura fu
invocato l'intervento del demonio. A non escludere che il paese fosse in
mano al maligno fu in quei giorni padre Amorth, presidente onorario
dell'Associazione nazionale degli esorcisti, che ipotizzo: «Accade quello
che normalmente accade quando il demonio entra nella vita di chi gli
permette di entrare».
Nessuna prova a favore di un'ipotesi dolosa degli incendi fu rilevata dagli
esperti del Ris . Escluse parallelamente interferenze dalla ferrovia o dai
ripetitori telefonici.
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