Padre della
psicoanalisi, Sigmund Freud elaborò fondamentali teorie
sull'inconscio, sulla psicopatologia e sulla sessualità. Le sue
opere, pubblicate a partire dagli ultimi anni dell'Ottocento,
destarono inizialmente reazioni di ostilità e scetticismo; solo
in seguito furono accolte e studiate dall'ambiente accademico.
In questa intervista, rilasciata alla BBC nel 1938, Freud parla
delle resistenze incontrate dal suo lavoro. All'epoca della
registrazione era già sofferente per un cancro alla mascella che
lo avrebbe portato alla morte l'anno successivo.
Sigmund Freud nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg (odierna Pribor
nella Repubblica Ceca), una bella e ridente cittadina della
Moravia a 240 km da Vienna. Per collocare
storicamente questa data possiamo dire che è l'anno in cui la
guerra
di Crimea viene
chiusa dal congresso di Parigi, e scoppia la "questione
italiana", denunciata da Cavour. Sigmund (in ebraico Shlomo, "il
saggio") è il primo figlio di Amalie Nathanson, la terza moglie
di Jacob Freud, un commerciante ebreo di lana proveniente dalla
Galizia che, a causa dei rivolgimenti politico-economici, era
stato costretto a stabilirsi nel 1860 a Vienna, quando Sigmund
aveva solo quattro anni.
Jacob era un libero pensatore, sebbene avesse studiato le
scritture della tradizione ebraica, e non diede al figlio
un'educazione ortodossa. Sigmund s'immerse in giovanissima età
nella lettura appassionata e nello studio della Bibbia, sentendo
immediatamente il fascino delle storie ebraiche, da cui sarà in
seguito fortissimamente influenzato. Le sue origini furono causa
di grandi limitazioni, in una città dalle forti correnti
antisemitiche com'era la Vienna del tempo, ma allo stesso tempo
non smisero mai di limitarne il pensiero. Il piccolo Sigmund,
dopo aver ricevuto i primi insegnamenti, in primo luogo dalla
madre, ed in seguito dal padre, venne iscritto ad una scuola
privata, e all'età di 9 anni ad un Istituto Superiore, lo Sperl
Gymnasium, dove restò 8 anni, dando subito grande prova delle
sue innate capacità intellettuali, e primeggiando per tutti gli
anni dei suoi studi.
Jacop Freud e Sigmund a 8 anni
Sigmund maturò
a 17 anni, ricevendo una menzione d'onore; la sua spiccatissima
capacità di esprimersi si sviluppò molto precocemente. Malgrado
le difficoltà finanziarie, sviluppò un grande interesse per il
collezionismo, in particolare per gli oggetti antichi.
L'attrazione che l'antichità classica esercitava su di lui fu
uno dei motivi conduttori di tutta la sua esistenza. Molto
grande gioia gli procurarono infatti i viaggi ad Atene e a Roma,
e saranno tappe per lui indimenticabili i musei vaticani,
l'acropoli ateniese e il Metropolitan Museum di New York. Questo
suo contatto amatoriale con l'antichità classica conferì alla
sua prosa scientifica uno smalto d'eleganza, che contribuì
indubbiamente a renderne famosi gli scritti, e a procurare alla
futura psicanalisi i caratteri di trasversalità e
pluridisciplinarietà, che non ne fecero mai, fin dall'inizio,
una scienza esatta in senso positivistico.
La casa dove nacque Sigmund Freud
Sigmund si dedicò con
ardore anche alla politica, grazie anche all'amicizia giovanile con
Heinrich Braun, esponente della socialdemocrazia austriaca. Era anche
attratto dalle dottrine darwiniane, poiché consentivano grandi aperture
in una considerazione più ampia e moderna dell'origine della vita. Fu
per questo motivo, ma soprattutto per aver assistito ad una conferenza
sull'opera goethiana Sulla natura, poco prima dei suoi esami di
Baccalaureato, che decise di iscriversi alla Facoltà di Medicina (1873)
Si laureò in
ritardo (nel marzo 1881), poiché la vita di studente gli andava
piuttosto stretta; non gli piaceva infatti l'insegnamento
offerto dai docenti, che lo lasciava talmente insoddisfatto da
obbligarlo ad approfondire e ad esercitare il suo senso critico.
Dopo un periodo di permanenza in Inghilterra, iniziò a lavorare
nel laboratorio di zoologia di Carl Claus, uno dei massimi
esponenti del darwinismo austriaco; per due anni intraprese con
successo il lavoro di ricerca, ma ne rimase alquanto
insoddisfatto, e passò nell'Istituto di Fisiologia, diretto da
colui che Freud descriverà nella sua autobiografia come la
personalità che ha esercitato su di lui la massima influenza:
Ernst Wilhelm von Brücke. In tale istituto lavorò per sei anni,
e concluse ricerche neuro-istologiche di rilevante importanza,
che gli aprirono le porte ad una carriera nel settore, che
tuttavia non soddisfaceva, a causa della sua lentezza, le sue
ambizioni e il suo desiderio di ottenere una fama immediata e
totale.
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