La telepatìa, detta anche
trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la
mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti. Il termine
"telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e
deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come
la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette
percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte
"facoltà paranormali". Rientra nel campo di indagine della parapsicologia.
I primi studi su questa presunta facoltà paranormale furono condotti dalla
Società per la Ricerca Psichica di Londra, verso la fine dell'Ottocento.
Il primo laboratorio di parapsicologia fu costituito negli anni 1930 negli
Stati Uniti d'America, quando il pioniere della parapsicologia Joseph Rhine
della Duke University di Durham (Carolina del Nord) condusse numerosi
esperimenti, con l'ausilio ad esempio delle carte Zener, per accertare
l'effettiva realtà della telepatia. Un esempio degli esperimenti con le
carte è la serie Pearce-Pratt (dal nome rispettivamente del soggetto, lo
studente Hubert Pearce, e dello sperimentatore, J. Gaither Pratt). Secondo
quanto riportato da Rhine, nell'arco di oltre 300 esperimenti, Pearce
avrebbe ottenuto una media di 9,9 successi per prova su 25. In una serie di
4 esperimenti, si ebbero 558 successi su 1.850 prove: l'aspettativa casuale
era nettamente inferiore.[4]. Martin Gardner rileva che i risultati di Rhine
non furono mai duplicati; Rhine più volte riprovò l'esperimento ma non
mostrò mai i dati dei fallimenti.
Una completa e dettagliata presentazione degli esperimenti di Rhine è
contenuta nel libro Extra-Sensory Perception After Sixty Years (a volte
abbreviato come ESP-60), pubblicato nel 1940. L'opera fu accolta con
interesse e recensita da varie riviste di psicologia, e nell'anno accademico
1940-1941 fu perfino adottata come libro di testo per corsi introduttivi di
Psicologia a Harvard.
Secondo una concezione filosofica indiana antica e parzialmente rimodernata,
la comunicazione telepatica, si effettuerebbe attraverso una immensa rete di
cui le persone costituirebbero le maglie, rete che comprende l'universo e
nella quale il sensitivo è collegato con le altre parti e ogni cosa è
collegata con il tutto.
Telepatia: la nuova frontiera
La tecnologia
immaginata dai vertici militari americani dovrebbe intercettare i segnali
emessi dal cervello dei soldati nel momento in cui le parole vengono pensate
e trasmetterle correttamente al destinatario senza passare dalla bocca
di Alessio Balbi
Dai
campi di battaglia del futuro, tra il fischio delle pallottole che fendono
l'aria, il boato delle granate che esplodono, il fragore degli elicotteri
che volano bassi, potrebbe sparire un suono che ha caratterizzato le guerre
da prima della polvere da sparo: quello della voce umana. La Darpa,
l'agenzia del ministero della Difesa statunitense che si occupa di
sviluppare le tecnologie militari dei prossimi decenni, ha finanziato un
progetto che prevede l'uso della telepatia come mezzo di comunicazione tra i
soldati.
Battezzato "Silent Talk", il programma ha l'obiettivo di "consentire la
comunicazione tra utenti su un campo di battaglia senza l'uso della voce,
attraverso l'analisi dei segnali neurali", come si legge in uno stralcio di
documento riportato dal sito della rivista Wired. Il Pentagono ha destinato
al progetto 4 milioni di dollari, che vanno a sommarsi agli ulteriori 4
milioni che l'esercito americano aveva stanziato un anno fa per indagare,
insieme alla University of California, la possibilità della cosiddetta "computer-mediated
telepathy".
Alla base dell'idea c'è la consapevolezza che le parole e le frasi, prima di
venire pronunciate, si formano nella mente, mettendo in moto un complesso
processo il cui esito ultimo è l'emissione dei suoni. La tecnologia
immaginata dalla Darpa dovrebbe intercettare i segnali emessi dal cervello
nel momento in cui le parole vengono pensate e trasmetterle correttamente al
destinatario senza passare dalla bocca.
La tecnologia per trasformare le onde cerebrali in comandi interpretabili
dai computer ha fatto negli ultimi anni enormi progressi, soprattutto in
relazione all'assistenza dei disabili. Sono ormai realtà i prototipi di
protesi ortopediche e sedie a rotelle comandate con la mente, così come i
sistemi che permettono di comporre frasi attraverso una tastiera senza il
bisogno di toccarla. Ma il progetto "Silent Talk", per avere successo,
richiede ben altri progressi: prima di tutto, bisogna trovare il modo di
estrarre parole e concetti da un elettroencefalogramma. Poi bisogna capire
se tra i segnali neurali di individui differenti esistano pattern comuni o
generalizzabili. Infine, c'è da costruire un sistema in grado di
decodificare questi segnali e trasmetterli a breve distanza. In prospettiva,
il sistema immaginato dal Darpa potrebbe servire anche al contrario, cioè
per intercettare i pensieri del nemico direttamente alla fonte.
Nata nel 1958, la Darpa ha la missione di sviluppare tecnologie futuristiche
di applicazione militare, spesso destinate ad avere effetti dirompenti in
ambito civile: i ricercatori del Pentagono furono i primi a occuparesi del
programma spaziale statunitense, poi affidato alla Nasa. Nel 1969 crearono
Arpanet, un sistema di comunicazione tra computer che sarà il primo nucleo
di internet.