Aumenta sempre più
l'influenza dei motori di ricerca
Il rapporto tra
italiani e motori di ricerca è sempre di maggior fiducia: così a questo
strumento è affidato ormai un compito di influenzatore nei comportamenti
degli utenti che deve essere tenuto conto in ogni operazione di
marketing online.
L'influenza dei motori di ricerca sul comportamento dei navigatori
italiani è sempre più importante: le opinioni, le decisioni e gli
acquisti degli italiani seguono le indicazioni dei motori di ricerca,
facendosi guidare da questi in vari settori. La rilevanza assunta da
questo strumento di navigazione è rimarcata dai risultati dell'edizione
2007 della ricerca Sems/Nextplora "Gli italiani e i motori di ricerca",
giunta ormai alla sua quarta edizione.
Da strumento neutro a influenzatore
La ricerca si propone di scoprire come gli italiani utilizzino i motori
di ricerca e, in particolare, quale influenza esercitino le informazioni
trovate attraverso i motori nei processi di decisione e d'acquisto.
L'indagine è stata svolta nel periodo tra la fine di aprile ed i primi
di maggio, con circa 1.500 interviste via e-mail convalidate su un
campione rappresentativo dell'utenza italiana. Il rapporto che gli
italiani hanno con i motori di ricerca si sta consolidando nel tempo,
sia per le maggiori possibilità di connessione offerte a casa e/o al
lavoro sia per la rapidità di reperimento di informazioni che, tramite i
canali tradizionali, richiederebbe molto più tempo: gli utenti confidano
e si fidano sempre più delle informazioni trovate attraverso i motori, i
quali assumono l'importante e delicato ruolo di influenzatori di
comportamento sul Web.
Un uso totale
D'altro canto, per tutti gli operatori di settore (agenzie e
investitori) è molto importante capire come il potenziale cliente
interagisca con i principali strumenti di ricerca online nel momento in
cui sta valutando un prodotto o servizio. Gli investimenti in search
engine marketing sono in aumento anche grazie a questi risultati: ben il
96% degli utenti intervistati, infatti, ritiene i motori lo strumento
più efficace ed utile per orientarsi nel Web. Il più usato, confermando
il primato assunto ormai da anni, rimane Google che spopola con un
plebiscitario 94% di utenti che si rivolge alle sue ricerche.
Guidare l'e-commerce
Soprattutto nell'ambito dell'e-commerce la guida dei motori si sta
rivelando un compagno di viaggio fondamentale: sempre più italiani
acquistano immediatamente dopo aver effettuato una ricerca nei motori,
soprattutto per articoli di informatica, telefonia e viaggi, al vertice
della classifica dello shopping online. Il 31% degli utenti utilizza
sempre i motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti e
servizi che vuole acquistare, oltre il 50% li utilizza spesso, il 9%
raramente. Solo il 4% non li utilizza mai.
Guidare l'acquisto
In crescita anche l'influenza delle informazioni commerciali sui
comportamenti di acquisto: ben il 76% degli intervistati, al momento di
decidere cosa acquistare, è stato influenzato in maniera decisiva dalle
informazioni trovate sui motori. I navigatori, infatti, si muovono in
Internet attraverso i motori alla ricerca di informazioni, a prescindere
dal prodotto o servizio che si apprestano ad acquistare, dal prezzo e
anche dal canale sul quale poi effettueranno concretamente l'acquisto.
Aumenta e viene maturando, forse, una consapevolezza maggiore relativa
alle possibilità del commercio elettronico. A confermarlo sono i numeri,
in crescita, dell'utilizzo dei comparatori di prezzo, usati abitualmente
dal 27% degli intervistati, e qualche volta dal 47%.
La ricerca in profondità
A cambiare, però, è l'atteggiamento generale degli utenti di fronte alla
ricerca di informazioni. Non ci si accontenta più dei primi tre
risultati del motore: la parte tra il 5 e l'8% degli intervistati
ritiene di dover cercare ancora dopo i primi risultati. Una percentuale
modesta, sicuramente, ma che segna un'inversione di tendenza rispetto
alle abitudini consolidate di guardare i primi tre o quattro risultati
per poi spostarsi su ricerche con altre parole chiave. Tra coloro che
non si accontentano un gruppo tra l'8 e il 18% va alla seconda pagina
prima di cambiare, mentre alla terza pagina arriva una percentuale tra
il 22 e il 33%. Se profondità deve essere, che lo sia. Da segnalare che
una percentuale notevole di coloro che non si accontenta, (attorno al
23-24%) è data dagli over 65. In ogni caso, anche se non si trova subito
quello che si stava cercando, difficilmente si cambia motore di ricerca,
si cambiano piuttosto le parole chiave. Anche le porte di accesso sono
sempre più usate (il 77% degli intervistati le utilizza
quotidianamente): queste forniscono opportunità di approfondimento per
la ricerca di prodotti e servizi o per l'informazione, dal momento che
le news sempre più spesso vengono proposte per prime dai motori.
Reputazione online
Le informazioni trovate attraverso i motori di ricerca sono fondamentali
anche per orientare l'opinione che gli italiani hanno di una persona o
di un'azienda: le aziende che compaiono in testa ai risultati naturali
di ricerca per parole chiave legate al loro business sono tenute in
grande considerazione e considerate leader nel proprio settore. Se però
tra le pagine di risultati dei motori compare un commento o una nota
negativa su un'azienda, l'utente ne tiene conto e spesso cambia la
propria opinione al proposito. Questo ambito particolare della
reputazione aziendale online sta tuttavia subendo profondi cambiamenti
proprio in questo periodo, anche grazie all'influenza che i blog stanno
assumendo nell'orientare e guidare idee e opinioni in Rete.
Ricerche da più punti
Un ultimo dato della ricerca deve far riflettere le aziende che
pianificano le loro azioni sui motori: il 25% degli intervistati
dichiara di cercare informazioni su prodotti o servizi da un computer
(per esempio quello dell'ufficio), per acquistare in un secondo tempo da
un altro (quello di casa, per esempio). Questo fatto costituisce un
problema nel tracking delle campagne, ma dimostra anche quanto sia
importante farsi trovare sempre e con facilità: circa un terzo degli
utenti, infatti, non archivia i risultati delle prime ricerche, ma
preferisce tornare di nuovo sul motore per ricostruire il percorso
oppure per trovare un'altra occasione.
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