Cassandra Crossing - Tecnocontrollo?
Più facile in Italia
di Marco Calamari
Le notizie di cronaca lo confermano,
ed è questo anche il parere di chi indaga: di fatto Internet da
strumento di libertà si sta trasformando nel più comodo tool di
controllo sociale mai esistito
Roma - Su "Il Giornale" di sabato 18 novembre è apparso un
ordinario articolo di documentazione del mondo di Internet, notoriamente
covo di criminali e quant'altro. L'articolo, dal poco promettente titolo
Nella Rete dei guardoni la violenza fa il pieno di clic, contiene
tuttavia una vera e propria perla; leggere invece di non leggere si
rivela, come al solito, una buona idea. La perla consiste in un
virgolettato che riporta la dichiarazione di un dirigente della Polizia
delle Comunicazioni. Attenzione, ho detto "perla" non "buona notizia".
Il virgolettato recita:
L'interattività di Internet (...) ci aiuta anche a prevenire e reprimere
reati. Come il video delle violenze nella scuola di Torino: non
sarebbero mai state scoperte se non fossero state messe in Internet. E
rintracciare i colpevoli nel mondo virtuale, se sono in Italia, è più
facile che nel reale.
C'è da ritenere che l'autore dell'articolo abbia usato a proposito le
virgolette, e che quindi il discorso sia riportato letteralmente; anche
il parere espresso è di persona certo competente e bene informata sullo
specifico. E allora? Non c'è da gioire che la tecnologia abbia aiutato
la giustizia a risolvere (speriamo) un altro caso ed assicurare alla
giustizia dei colpevoli?
In una parola: no.
Non c'è da essere contenti che la Rete, da strumento di libertà e
comunicazione, si sia trasformata in strumento di tecnocontrollo. Come
cittadini onesti ed individui liberi c'è solo da aver paura. Sono anni
che i sistemi di controllo basati sulla memorizzazione automatica di
dati stanno annullando la nostra vita privata.
La Rete si sta trasformando in un raffinato, potente, economico, enorme
strumento di controllo sociale; questo accade non spontaneamente, ma
grazie ad una parallela realizzazione di potenti strumenti legali, di
leggi che permettono di sfruttare caratteristiche tecniche esistenti (ad
esempio i log dei server) trasformandole in strumenti di tecnocontrollo.
L'emanazione di queste leggi e direttive è ahimé un fenomeno globale, ma
in Italia siamo più realisti del Re, ed attualmente guidiamo, sotto vari
aspetti, la classifica dei paesi con le leggi più restrittive delle
libertà individuali. Il decreto Pisanu, con la sua data retention
attualmente senza limiti, ne è l'aspetto più eclatante.
L'unica soddisfazione di una Cassandra è poter almeno dimostrare che
aveva ragione. Non lo dico soltanto io, ma lo dicono anche utenti
esperti nell'uso quotidiano di questi strumenti.
Termino con un'immagine in stile cyberpunk.
"Ti muovi nella matrice tra luci ed ombre, lungo una strada tracciata da
altri verso il futuro; invece di esplorare segui la strada e ti lasci
guidare. In lontananza appare un cartello stradale illuminato dai fari;
mentre si avvicina le lettere diventano piu chiare. C'è scritto:
Benvenuti nel 1984."