Sandro Mazzola in dribbling, uno dei migliori pezzi del suo repertorio
calcistico. Mezzala dell'Inter degli anni Sessanta e Settanta, si
segnalò anche per la rapidità, lo scatto e il tiro secco che lo
consacrarono fra i migliori campioni del periodo. Vicecampione del mondo
in Messico nel 1970, fu con
Gianni Rivera uno dei protagonisti della
leggendaria staffetta che Valcareggi effettuò nel corso di
Italia-Germania, poi terminata 4-3. Il dualismo con Rivera lo accompagnò
per tutta la carriera in nazionale
Campioni del calcio, fuoriclasse del calcio, famosi calciatori, vita e miracoli dei campioni
Figlio di Valentino
Mazzola, campione del Torino, per alcuni il più grande calciatore
italiano di sempre, per tutti uno dei cinque migliori affianco a Meazza,
Piola,
Rivera e
Riva.
Il leggendario capitano e interno sinistro del grande Torino e della
nazionale, padre di Sandro appunto e Ferruccio, è stato un
"grandissimo". Un mix perfetto di classe e temperamento, che con il
compagno di fascia destra Ezio Loik avrebbe formato una coppia che ha
fatto epoca, tragicamente scomparso nel 1949 durante la tragedia di
Superga.
Giuseppe Meazza, ritiratosi nel 1948, ha avuto un ruolo importante nella
carriera di Mazzola. Infatti, nel 1949, commosso dalla storia personale
di Sandro, giovane di talento ma orfano di padre, lo convince a firmare
un contratto con l'Inter, coltivandolo e facendone di fatto il suo erede
naturale.
Sandro Mazzola giocò come mezzala offensiva nell'Inter allenata da
Helenio Herrera e qui trascorse l'intera carriera.
Il suo esordio nella serie A fu curioso perché avvenne il 10 giugno 1961
contro la Juventus: in questa occasione il presidente Angelo Moratti
fece mettere in campo per protesta la squadra primavera, che perse 9-1,
con gol proprio di Mazzola su calcio di rigore.
Con i neroazzurri vinse quattro scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), due
Coppe dei Campioni (1964 e 1965) e due Intercontinentali (1964 e 1965).
Capocannoniere del campionato nel 1965, giocò complessivamente 418 gare
segnando 116 goal. Egli ne ricorda particolarmente uno segnato al Real
Madrid nel 1965, che permise all'Inter di battere le "merengues" 3-1.
Con Herrera, suo allenatore negli anni '60, ci fu un fatto particolare.
Infatti Sandrino si e' sposato alla fine della stagione stagione 63-64
(quella della "Pasqua del Sangue" tra Inter e Bologna a pari punti,
c'era aria di campioni in casa Inter), testimone lo stesso Mago. Luna di
miele? Macchè luna di miele: per la partita decisiva, Helenio Herrera
"bussa alla porta" e senza voler sentire ragioni, lo porta in ritiro per
lo spareggio con i rossoblù.
Addirittura, il Mago fece il seguente commento, destinatario Sandrino: "Finchè
l'Inter non sarà campione, non c’è matrimonio che valga!". Nemmeno
"fresco di nozze" era permesso ad un giocatore abbandonare le proprie
responsabilità.
A innate doti tecniche (velocità, palleggio, astuzia) associò una
spiccata personalità che lo portò a imporsi anche in nazionale, dove
fece parte della selezione che vinse nel 1968 il Campionato europeo.
Contrapposto più dalla critica giornalistica che da sostanziali
antipatie personali a Gianni Rivera, fu vicecampione del mondo nel 1970,
torneo nel quale divenne famosa la "staffetta" tra i due campioni,
espediente escogitato dall'allenatore azzurro Ferruccio Valcareggi che
schierava inizialmente l'interista per poi fargli subentrare nel secondo
tempo il milanista. Vanta in totale 70 presenze in nazionale e 22 goal.
Successivamente ha svolto incarichi dirigenziali prima nel Torino e poi
ancora nell'Inter di cui è stato dal 1995 al 2003 il direttore sportivo
ed il principale responsabile del mercato, prima di essere sostituito
dagli ex calciatori Gabriele Oriali e Marco Branca. Attualmente commenta
per la Rai le partite della Nazionale di calcio.
Un grande della nostra storia, dalle giovanili alla dirigenza.
Protagonista indiscusso, negli anni dei grandi successi. Ricco di
tecnica e dotato di una straordinaria rapidità
Di seguito riportiamo una sua recente intervista:
Quanto ha influito nella sua carriera il fatto di chiamarsi Mazzola?
E’ stato molto difficile quando ero ragazzo, perché tutti venivano a
vedermi giocare pensando di vedere uno bravo come mio padre e io non ero
così dotato! Quindi sentivo poi i commenti che non erano positivi e
allora se anche solo una persona diceva ”ma dove vuole andare questo
qui?” io pensavo che la pensassero tutti così! Ad un certo punto avevo
deciso di smettere col calcio e siccome giocavo benino a basket ero
andato a provare alla squadra di Milano che allora era la Borletti, poi
invece dopo un paio di mesi in cui facevo tutte e due le cose ho scelto
il calcio. Quando ho sfondato invece ho avuto molta più popolarità e
molti più tifosi perché tanti tifosi di mio padre facevano il tifo per
anche per me.
Cosa ha provato ad entrare con suo padre per la prima volta nel
Filadelfia?
Non so dire molto perché la vita che io ricordo è iniziata a sei anni e
mezzo. La mia mente ha cancellato tutto ciò che era capitato prima,
forse per il dolore. Anche se poi guardando le foto mi accorsi che mio
padre non era molto alto, io lo vedevo alto due metri e la sua mano
grande mi prendeva e mi proteggeva. Del resto non ricordo niente.
Le strade col Toro avrebbero potuto ricongiungersi già da calciatore o
non ci sono mai state opportunità?
Ci sono state quando avevo diciannove anni e giocavo nelle riserve dell’Inter.
L’Inter stava facendo una trattativa per cui io potevo essere ceduto al
Toro, ma poi fui bocciato da chi allora era il direttore sportivo del
Torino. Per mia fortuna, però dopo tre mesi debuttai con l’Inter e mi
andò bene.
Quel direttore sportivo del Toro che l’ha bocciata avrebbe sicuramente
cambiato idea adesso…
Non lo so! Ne abbiamo parlato come battuta: lui mi disse che era colpa
sua che non mi avevano voluto, che il presidente l’aveva mandato a
vedermi, lui mi aveva visto due o tre volte e non gli sembravo un gran
che!
Presenze/Gol in campionato : 418/116
Presenze/Gol nelle Coppe Europee : 67/20
Presenze/Gol in Coppa Italia : 80/24
Totale presenze/gol nell' INTER : 565/160
Palmares:
Scudetto (1962/63, 64/65, 65/66, 70/71)
Coppa Campioni (1963/64 e 1964/65)
Coppa Intercontinentale (1964 e 1965)
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