Ruud Gullit, soprannominato "tulipano nero", è
stato un celebre giocatoreolandese del Milan e della nazionale orange.
In Italia ha militato anche nella Sampdoria.
Dopo l'esperienza italiana si trasferì in Inghilterra al FC Chelsea di
Londra dove per due stagioni - dal 1996 al 1998 - ha ricoperto la doppia
carica di allenatore e giocatore.
Con la squadra rossonera, vinse due coppe campioni, due supercoppe
europee e due coppe intercontinentali, oltre al pallone d'oro
conquistato nel 1987.
La sua indiscutibile prestanza fisica, unita ad una resistenza
straordinaria e ad una condizione atletica sempre ottimale, colmava
delle lacune tecniche che alcuni critici hanno talvolta riscontrato in
lui (sebbene sia da ricordare un suo goal messo a segno quando militava
nel PSV Eindhoven, ottenuta con una giocata di rara bravura: un lancio a
seguire non verso un compagno in posizione avanzata ma destinato a se
stesso).
Gullit ha formato una coppia di centrocampo di straordinario valore con
il compagno di squadra - sia nel Milan che in nazionale olandese - Frank
Rijkaard.
È stato senza dubbio tra i giocatori più amati dell'epopea rossonera
degli anni '80-'90 collegata al periodo dell'allenatore Arrigo Sacchi.
Un grande, fuori e dentro il campo
Ruud Gullit con la nazionale olandese, nella finale dei Campionati
europei del 1988
Pallone d'oro nel 1987.
Ruud Gullit nasce in Olanda l'1 settembre 1962, figlio di un calciatore,
sostiene a 16 anni un provino per l'Ajax, senza successo. Debutta l'anno
consecutivo in prima divisione olandese nella formazione dell'Haarlem:
in tre stagioni partecipa a 91 partite e segna 32 reti. Passa quindi al
Feyenoord, squadra in cui militerà fino al 1985, segnando 30 gol in 85
gare e vincendo lo scudetto e la Coppa olandese nel 1984. La sua ascesa
da qui in avanti è rapida e dà inizio a una carriera costellata da
grandi successi.
Nel 1985 viene acquistato dal PSV Eindhoven e in due stagioni, con 68
presenze all'attivo e 46 reti, vince due campionati, si aggiudica
l'ambito riconoscimento del Pallone d'oro e diventa l'incontrastato
punto di forza della squadra nazionale olandese. Nel 1987, chiamato dal
Milan, giunge in Italia e il suo arrivo desta grande interesse.
Il primato della simpatia
Subito colpisce l'eccentricità del personaggio: capelli lunghi con
treccine alla Bob Marley, sorriso pronto, estrema disponibilità,
commenti ironici e sdrammatizzanti davvero poco comuni in un ambiente
come quello del calcio italiano, a volte troppo serio. Gullit non delude
e gioca una stagione entusiasmante imponendosi, con 29 presenze e 9 reti
all'attivo, come uno dei giocatori chiave del Milan di Sacchi.
Centrocampista tecnicamente molto dotato, potente nel fisico e nella
corsa, inarrestabile quando con palla al piede si lancia verso le difese
avversarie, possiede anche una spiccata personalità, in grado di tenere
unita la squadra e trascinarla anche nei momenti difficili. Il suo primo
anno in Italia si conclude nel migliore dei modi: il Milan vince il
campionato dopo un appassionante duello con il Napoli di Maradona.
Ruud Gullit con la maglia del Milan -
Campione d'Europa
Il 1988 ha in serbo altre soddisfazioni per il “tulipano nero”: agli
Europei la Nazionale olandese si qualifica per la finale contro l'URSS.
Gullit, già grande protagonista del torneo, mette la sua firma anche
sull'incontro decisivo. È il 33' quando Van Basten fa da torre e gli
serve in area una palla alta: il suo stacco di testa è perentorio e non
lascia scampo a Dassaev. È il gol che, insieme al successivo di Van
Basten, consegna all'Olanda il titolo di campione d'Europa. Nei due anni
successivi Gullit vince con la maglia del Milan due Coppe dei Campioni,
nonostante un brutto incidente al ginocchio lo tenga fuori squadra per
parecchio tempo.
Nel 1993, dopo sei stagioni in rossonero, viene acquistato dalla
Sampdoria dove si riconferma grande punto di forza della squadra, in
grado di ribaltare, a volte in extremis, situazioni compromesse. Segna
16 gol in 31 partite e accompagna la squadra fino al quarto posto in
campionato. Questi risultati convincono il Milan a richiamare Ruud: il
1994 inizia infatti con Gullit in maglia rossonera. Ma l’idillio tra
Milan e il campione olandese è definitivamente concluso: dopo solo 8
partite il club di Silvio Berlusconi cede definitivamente Gullit alla
Samp.
Ruud Gullit nei panni di allenatore del Chelsea -
L’avventura inglese
Al termine della stagione Ruud Gullit lascia l’Italia, per intraprendere
una nuova avventura in terra inglese. Nel 1995 gioca nel Chelsea come
libero, ruolo nel quale aveva iniziato la carriera. Nel 1996 Glen Hoddle,
allenatore del Chelsea, diventa il coach della nazionale inglese e Ruud
prende il suo posto nella squadra Londinese. Il doppio ruolo di
giocatore e allenatore si addice particolarmente all’olandese: Gullit
trascina il Chelsea alla conquista della prestigiosa FA Cup. Diventa
così il più giovane allenatore ad aver vinto questo trofeo.
Dopo questo trionfo Gullit decide di dedicarsi a tempo pieno al mestiere
dell’allenatore. Lascia il Chelsea, ingaggiato come coach da un’altra
squadra inglese: il Newcastle. Ma questa esperienza comincia malissimo:
il Newcastle guadagna solo un punto nelle prime cinque partite. Gullit è
costretto a dare le dimissioni, messo alle strette dalla stampa e dalla
squadra, con la quale non riesce a instaurare buoni rapporti.
Un oro dedicato a Mandela
Ma Ruud Gullit non è solo un grande calciatore, è anche un uomo
impegnato in battaglie a sfondo sociale. È iscritto alla Fondazione Anna
Frank e in più di un'occasione, sfruttando la propria popolarità, è
sceso in prima linea per far risuonare una voce contro il razzismo nel
mondo e in particolare contro l'apartheid in Sudafrica. Compatibilmente
con gli impegni professionali, suona in un complesso olandese e ha
devoluto all'Unicef gli incassi dei due dischi registrati. Nel 1987 ha
dedicato il Pallone d'oro a Nelson Mandela.
Una carriera costellata di titoli
Campionato olandese: 1984,1986,1987.
Coppa Olanda: 1984.
Campionato italiano: 1988,1992, 1993.
Coppa Italia: 1994.
Coppa dei Campioni: 1989, 1990.
Super coppa europea: 1989, 1990.
Coppa intercontinentale: 1989, 1990.
Campionato europeo: 1988.
FA Cup: 1997.
Pallone d'oro: 1987.
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