Attualmente in forza alla Juventus, debutta nel campionato italiano di
Serie A il 7 settembre 1996 con la maglia della Lazio contro il Bologna.
Pavel Nedved è nato a Cheb (Rep. Ceka) vicino Praga il 30 Agosto 1972,
da papà Vaclav (bracciante) e mamma Ana. Papà Vaclav era molto
orgoglioso del suo piccolo biondo Pavel, che veniva su sempre più forte
e che, dopo il diploma di geometra, divenne l'idolo prima di Cheb e poi
di Praga, giocando in una delle più forti squadre a livello nazionale,
lo Sparta Praga.
All'inizio, aveva giocato nel ruolo di attaccante, poi come
centrocampista, fino a trovare la giusta posizione, che gli permise di
segnare molti gol (26 in 5 stagioni di permanenza nel campionato Ceko).
Dopo il Campionato Europeo in Inghilterra nel 1996, sia la Lazio che il
Psv Eindhoven volevano ottenere il cartellino di questo grande
giocatore, che escluse l'Italia dai Campionati Europei con un bellissimo
goal. Fu proprio la Lazio a vincere questo scontro di mercato e quindi
Pavel divenne un giocatore biancoceleste!
Durante la sua prima stagione italiana, segnò 11 gol, e divenne ben
presto uno dei giocatori biancocelesti più amati dai tifosi. Durante la
sua seconda stagione laziale, Pavel vinse il suo primo trofeo in
biancoceleste, la Coppa Italia, e poi consegnò nella bacheca laziale
anche la SuperCoppa Italiana, grazie anche a un suo gol.
La terza stagione nella Lazio è un po' triste per Pavel: infatti a causa
di un doppio infortunio e' costretto a perdere quasi tutto il campionato
per un lunghissimo recupero. Ma Nedved è riuscito anche questa volta (da
quel grande campione qual è) a lasciare un segno indelebile alla
stagione biancoceleste, siglando con un missile il gol della vittoria
della Coppa delle Coppe 1998-99, il 19 Maggio 1999 nello stadio di
Birmingham.
Allo stesso tempo, molti giornalisti asserivano che Nedved sarebbe stato
trasferito all'Altetico Madrid, che aveva offerto al nostro Pavel un
contratto di gran lunga migliore rispetto a quello che aveva con la
Lazio. Ma Pavel rifiutò quest'offerta, ribadendo la sua fede nei colori
biancocelesti. E nella stagione successiva, è riuscito non solo a
vincere la SuperCoppa Europea contro il Manchester United, ma si è
addirittura laureato Campione d'Italia! Ad inizio agosto del 2000
finalmente non rischiò più di andare in tribuna (tranne quando viene
squalificato) perchè riuscì ad ottenere finalmente il passaporto
comunitario! Tanto per cambiare poi ha rifiutato in giugno una
principesca offerta del Manchester United (mica una squadretta insomma)
di 12 miliardi netti all'anno per 4 anni, mentre a Roma ne guadagnava
"solo" 5. La cosa più sorprendente per Pavel è stata che Cragnotti lo ha
assecondato rifiutando l'offerta degli inglesi per il suo cartellino:
ben 92 miliardi.
Nel luglio 2001 viene ceduto alla Juve per 85 miliardi delle vecchie
lire. Dopo un periodo d'ambientamento Nedved diventa fondamentale per il
gioco espresso dalla squadra bianconera e vince 2 scudetti in
altrettanti anni di Juve. Nella stagione 2002/2003 è stato senza dubbio
uno dei migliori della Juve in senso assoluto trascinando la squadra in
campionato ed in finale di Champions.
Proprio il fatto di non aver giocato la finale per squalifica rimarrà
uno dei "tormenti" della sua carriera. Atleta che corre 90 minuti e
calcia agevolmente sia di destro che di sinistro, Nedved ha vinto il
pallone d' oro proprio nel 2003..
Torino sembra proprio essere la città adatta a chi, come lui, ha regole
ferree di vita:" Per me esiste il calcio e la mia famiglia. Non ho
bisogno d' altro. A Roma vivevo fuori città, a Torino pure. Sono un
cultore del lavoro, anche in vacanza cerco di organizzarmi in modo da
poter mantenere la forma fisica che mi serve al momento in cui ritorno a
l lavoro ".
Terminati gli allenamenti, le partite e i ritiri, Pavel si dedica a 360°
alla sua famiglia, alla moglie Ivana e ai due figli Ivana (4 anni) e
Pavel (1 e mezzo):" Abbiamo deciso di chiamarli così perché quando noi
non ci saremo più, esisteranno ancora un Pavel e una Ivana che si amano
". Un pensiero profondo, speciale, per un ragazzo nato e cresciuto a
Cheb, venti minuti in auto dal paese dove viveva il suo grande amore,
Ivana " Ci siamo conosciuti quando io avevo 15 anni e lei 13. Veniva a
Cheb a trovare sua nonna, prima c' è stata amicizia, poi è scoppiato l
'amore. Ci siamo sposati prestissimo, avevo 21 anni ", racconta con un
volto che lascia trasparire una dolcezza che in altre occasioni viene
ben mascherata da uno sguardo a volte addirittura severo. Soprattutto
quando parla del calcio, uno sport, un gioco, ma anche una professione,
che Pavel ha sempre preso con grande serietà:" Sento addosso una grande
responsabilità, fin da piccolo stavo male quando perdevo una partita,
avevo e ho sempre una grande voglia di migliorarmi. Sono una persona che
ama prendere sul serio tutto quello che fa, mi capitava già da ragazzino
e non solo in campo sportivo. Ora poi, che sono alla Juventus, sono
emozionato e onorato. So che la mia gente si aspetta molto da me e io
non voglio certo deluderla ". Il popolo ceco lo considera un vero idolo,
l' emblema di una Nazione e di una Nazionale, di cui è capitano, che ha
avuto il grande merito di metterlo in " vetrina ":" Devo tanto alla mia
Nazionale, perché mi ha permesso di mettermi in mostra a livello europeo
e di arrivare fino qui ".
Il ragazzo di Cheb, quello che si allenava con il padre per imparare a
tirare in porta, è diventato uno dei centrocampisti più forti del mondo
e gli insegnamenti di papà gli sono tornati utili. Il vizio del gol,
soprattutto con tiri da lontano, è proprio una delle sue
caratteristiche. Luciano Moggi non gli ha risparmiato una battuta
spiritosa:" L' abbiamo comprato, così almeno la smetterà di farci gol!
". Una predisposizione nata quando Nedved era il più piccolo dei suoi
compagni di squadra e per aggirare l' ostacolo provava a segnare da
fuori area:" Mio padre, e poi il mio primo allenatore, mi mettevano i
palloni tutti intorno alla linea dell' area di rigore e da lì provavo a
tirare ". Ottimo allenamento, basta vedere i risultati! Il successo,
però, secondo Pavel non si può conquistare facendo tutto da sè. Sopra le
vicende umane c' è Dio, presente e vicino a noi:" Sono molto religioso,
cattolico. Ricordo che quando ero piccolo i miei genitori non avevano il
coraggio di portarmi in chiesa, dato che non era consentito dal nostro
regime, ma lo facevano i miei nonni, di nascosto. Sono cresciuto con
questo credo, che non ho mai abbandonato. Prima di entrare in campo, ad
esempio, e anche all' uscita, ringrazio sempre e comunque Dio con il
segno della croce ".
Trofei
1993 Campionato Cecoslovacco (Sparta Praga)
1994 Campionato Ceco (Sparta Praga)
1995 Campionato Ceco (Sparta Praga)
1996 Coppa della Repubblica Ceca (Sparta Praga)
1998 Supercoppa Italiana (Lazio)
1998 Vincitore della Coppa Italia (Lazio)
1999 Coppa delle Coppe (Lazio)
2000 Campione d'Italia (Lazio)
2000 Coppa Italia (Lazio)
2002 Campione d'Italia (Juventus)
2002 Supercoppa Italiana (Juventus)
2003 Supercoppa Italiana (Juventus)
2003 Campione d'Italia (Juventus)
2003 Pallone d'oro (Juventus)
2005 Campione d'Italia (Juventus)
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