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Nome: Michel Francois Platini
Data di nascita: 21 giugno 1955
Luogo di nascita: Joeuf (Francia)
Nota: sia i nonni che le
nonne di Platini erano di origini italiane, esattamente di Agrate
Conturbia, Novara, Piemonte.
Biografia
Successi e carriera
Michel Francois Platini, artista e genio del pallone,
nasce il 21 giugno 1955 in Francia, a Joeuf. Michel è il secondo figlio
della famiglia Platini, ristoratori di origini italiane. Il giovane
Michel inizia a tirare i primi calci seguendo il papà Aldo, capitano
della squadra del Jovincenne, nei suoi allenamenti e partite. Con il
passar del tempo Michel affina la propria tecnica ed arriva a giocare in
prima squadra presso il club di Joeuf. Poi, in pochi mesi il nome di
Michel Platini è sulla bocca di tutti i migliori selezionatori.
Nel 1972 Platini passa al Nancy; calca i campi della massima serie
francese per la prima volta nella stagione 1972/73, debuttando come ala
sinistra nella partita del Nancy contro il Nimes. A soli 18 anni viene
scelto come regista al centro del campo. Nel 1976 Platini debutta sulla
scena internazionale: segna il suo primo gol con la maglia della
nazionale francese il 27 marzo al Parco dei Principi, contro la
Cecoslovacchia. Nello stesso anno è scelto per partecipare ai Giochi
Olimpici di Montreal. Vince poi la Coppa di Francia con il Nancy,
segnando il gol della vittoria contro il Nizza.
Michel Platini piace molto anche alle teenager transalpine, ma alla fine
del 1977 procura loro un dispiacere: il 27 dicembre sposa una
studentessa di economia, come lui figlia di genitori italiani. Dal loro
matrimonio nasceranno due bambini. Il nome di Platini viene consacrato
come talento internazionale quando nello stesso anno viene scritto al
terzo posto della classifica per l'assegnazione del Pallone d'oro.
Partecipa ai Mondiali di calcio di "Argentina 1978", offrendo un saggio
della sua immensa classe, ma non tutti i suoi compagni di squadra sono
all'altezza del loro numero 10 e la Francia viene rapidamente eliminata
dalla squadra di casa, che vincerà il titolo mondiale.
Il 31 maggio 1979, il Re del calcio piazzato, così chiamato per le sue
micidiali e precisissime punizioni, gioca la sua ultima partita con il
Nancy, segnando due gol contro il Lille; firma il contratto con il
Saint-Etienne.
Nel 1981 ottiene per la prima volta il titolo di campione di Francia in
occasione dell'ultima partita di campionato contro il Bordeaux; il
risultato finale è di 2-0, Platini è l'autore delle due reti: un eroe
per la città. Nel 1982 guida la Francia al quarto posto del Mondiale
spagnolo, rivelandosi uomo partita nella tremenda semifinale persa
contro la Germania Ovest a Siviglia.
Dopo aver brillato durante la competizione mondiale spagnola, il numero
10 della Francia viene ingaggiato dalla Juventus, scelto da Gianni
Agnelli in persona proprio per la "fantasia" che il francese sa
esprimere. Michel Platini passa alla Juventus per 880 milioni di Lire,
per due anni. Alla firma del contratto il francese insiste su un solo
punto: restare disponibile al 100% per la nazionale francese. Alla sua
prima stagione 1982/83 il vero Platini non si vede ancora: non sono
momenti facili. In breve la squadra bianconera perde lo scudetto contro
la Roma, e la finale di Coppa Campioni (dopo dieci anni dall'ultima)
contro l'Amburgo. Platini e la Juventus possono consolarsi con la Coppa
Italia ed il titolo di miglior giocatore d'Europa: Platini vince il suo
primo "Pallone d'Oro".
Il 1984 è l'anno della rivincita; con la Juventus ottiene la sua prima
incoronazione europea nella finale della Coppa delle Coppe contro l'Oporto
(2-1), vince ancora il "Pallone d'Oro" e vince il campionato italiano,
considerato il più difficile del mondo, scalando la classifica
capocannonieri.
I tifosi juventini impazziscono per il nuovo Re. Ma il 1984 non è ancora
finito: non sazio la Francia, si aggiudica gli Europei, giocati in casa.
Il 1985 è un altro anno carico di successi, ma nello stesso tempo pieno
di tristezza. Il 29 maggio grazie a un rigore di Platini la Juventus è
sul tetto d'Europa, vincendo la Coppa dei Campioni, ma della serata allo
stadio Heysel di Bruxelles, più di tutto rimarrà ai posteri la cronaca
della tragedia che ha portato diverse morti, provocate da scontri tra le
tifoserie e dalla frana di una parte dello stadio.
Alla fine della stagione 1985, in Italia è per la terza volta
consecutiva miglior cannoniere del campionato. Ma ancor più
straordinario è il risultato internazionale: per la terza volta
consecutiva "Pallone d'Oro". Un vero record, per un vero fuoriclasse.
Platini è adulato dai fan e ammirato dagli avversari. La sua fama supera
ogni frontiera e il suo nome viene accostato a quello di altre leggende
del calcio del passato, come Pelé o Beckenbauer.
Nel 1986, dopo la vittoria con la Juventus a Tokyo della Coppa
Intercontinentale, si aggiudica il suo secondo scudetto con la compagine
bianconera e gioca il suo terzo Mondiale in Messico; sarà proprio la
Francia di Platini ad eliminare l'Italia, campione in carica.
Il 17 maggio 1987, dopo una partita contro il Brescia presso lo Stadio
Comunale di Torino, Michel Platini annuncia il suo ritiro. Un mese più
tardi lascia anche la nazionale francese, dopo aver collezionato 72
presenze.
Crea la "Fondazione Michel Platini" di cui è Presidente.
L'organizzazione ha l'obiettivo di aiutare i tossicodipendenti. Il 23
marzo 1988, un anno dopo la sua ultima partita con la maglia della
Juventus, Platini organizza la sua partita di addio. Allo stadio Marcel
Picot di Nancy, scende in campo una rara concentrazione di stelle: per
la prima volta Pelé, Maradona, Beckenbauer, Tardelli, Boniek, Zoff
vestono la stessa maglia.
Quattro mesi dopo, il giovane pensionato viene chiamato per assumere la
funzione di vicepresidente dell'AS Nancy, poi chiamato nel novembre del
1988 alla guida tecnica della nazionale francese, ma la mancata
qualificazione agli europei del 1992 ed il susseguirsi di polemiche
spingono l'eroe francese a lasciare l'incarico per diventare Presidente
del comitato organizzatore dei mondiali di Francia 1998.
Oltre ai piedi d'oro Platini possiede ancora oggi una schiettezza - per
alcuni, "faccia tosta" - unita ad una grande sportività, qualità che,
insieme al suo grande amore per il calcio, gli hanno permesso di vivere
una splendida carriera come dirigente e organizzatore.
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