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Nome: Marcel "Marco" Van Basten Data di Nascita: 31 Ottobre 1964 Luogo di Nascita: Utrecht, Paesi Bassi Altezza: 188 cm Peso: 78 kg Numero maglia: 9 Piede preferito: destro Soprannome: "il cigno di Utrecht" (soprannome datogli dal celebre commentatore televisivo Pellegatti) Biografia di Marco Van Basten Marco Van
Basten Qualcuno vuole dare la colpa agli schemi di Sacchi e monta una presunta incompatibilità tra i due. Ma la realtà purtroppo è un altra. Farà in tempo a vincere un altro pallone d'oro ,2 scudetti con Capello, uno nell'ultima sua stagione quella del 1992-93. A metà campionato le sue caviglie non reggono più...Capello forza il suo recupero per la finale contro l'Olimpique Marsiglia e Marco in condizioni davvero pessime viene preferito a Gullit che và in tribuna(in campo con Van Basten c'è Papin...a proposito di grandi centravanti). Il Milan gioca male (come al solito con Capello) ma a differenza delle altre volte al difesa viene perforata da un gol di testa di Boli su calcio d'angolo. Marco non sta in piedi e il Milan non ha la forza per reagire. Mentre Marco esce deluso dal campo non sa di certo che quella è la sua ultima partita. Non giocherà mai più . A 29 anni si ritira, le sue caviglie non sono in grado di sostenere un attività agonistica, Marco rischierebbe di non poter più camminare. Col Milan vince 3 campionati (il quarto è solo simbolico visto che non scende mai in campo), 2 coppe campioni (più una simbolica ) tre supercoppe italiane (più una), due supercoppe europee e due coppe intercontinentali collezionando 147 presenze e 90 gol. Nell'estate del '94 getta la spugna dopo un anno di speranze deluse:lascia il calcio. Destro naturale longilineo asciutto ma potente(188 cm per 78 kg), fisico elastico, corsa veloce sia nello stretto che nell'allungo era un centravanti completo...il centravanti completo. Bravo di testa, con entrambi i piedi in acrobazia, sui calci da fermo, sapeva venire incontro e andare dentro, aveva il tempo della giocata ,faceva la cosa giusta nel momento giusto...segnava tanto ma non era egoista. Aveva la tecnica del trequartista, cercava l'uno due, ma sapeva fare reparto da solo. Van Nistelrooy, Kluivert, Henry, Ibrahimovic sono suoi figli. Dopo di lui esiste un prototipo di centravanti ideale. Non solo un finalizzatore ma un membro a tutti gli affetti della squadra. Un giocatore a tutto campo e a tutto tempo. Una parte di un insieme. Che tristezza vedere considerati grandi attaccanti dei parassiti che aspettano la palla dentro l'area piccola! I grandi centravanti sono come te...quasi come te...Grazie Marco! Marco vinse con il Milan:
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Curiosità della rete
Un po' di... scienza
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