In Argentina il calcio è fonte di distrazione e di divertimento per il
popolo e nel corso della storia un giocatore, in particolare, ha saputo
far innamorare la gente - Diego Armando Maradona. Da capitano ha
trascinato con le sue magie la Seleccion alla conquista del mondo. E in
una terra per la quale il pallone è il pane quotidiano, egli è
considerato al pari di una divinità.
Il pallone come amico
Nato il 30 ottobre 1960, fin da piccolo Maradona visse in simbiosi con
il pallone. Era il suo compagno nei giochi di strada, l'amico grazie al
quale imparò a competere con avversari più vecchi e più grandi di lui.
Tuttavia, malgrado un costante processo di rafforzamento, il suo fisico,
o meglio, la sue carenze a livello fisico, quasi gli costarono la
carriera.
L'allenatore dell'Argentinos Juniors, Francis Cornejo, non aveva dubbi
sulle sue capacità e tuttavia non riusciva a credere che quel piccolo
giocatore che usava così magistralmente il piede sinistro avesse l'età
per giocare nella sua squadra. Fatta chiarezza sulla data di nascita,
Maradona divenne la star delle 'Cebollitas', conducendo i propri
compagni alla vittoria in ben 136 partite. Fu convocato in prima squadra
e il 20 ottobre 1976 debuttò quindicenne in Prima Divisione contro il
Talleres de Córdoba.
Dopo ventuno stagioni, un altro inchino: il sipario si chiuse sulla
carriera di Diego dopo la vittoria del Boca Juniors per 2-1 sul River
Plate, il 29 ottobre 1997. Negli anni precedenti Barcellona, Napoli,
Siviglia e Newell's Old Boys erano stati tutti testimoni del fenomeno
Maradona, un guerriero in miniatura dalla tecnica suprema e dal magico
piede sinistro.
Controverso sin dall'inizio
Ad ogni modo i suoi maggiori exploit si registrarono quando
indossò la maglia della nazionale argentina. Ben 34 gol in 91 partite
fanno di lui il secondo capocannoniere dell' “Albiceleste’" dopo Gabriel
Batistuta. E il suo contributo fu tale che la federcalcio argentina
(AFA) ha 'ritirato' di recente la sua maglia con il numero 10.
L'avventura nella Seleccion iniziò il 3 aprile 1977, quando Maradona
debuttò in nazionale in un incontro amichevole contro una compagine
locale. Non molto tempo dopo, l'allenatore Cesar Luis Menotti fu
invitato ad includerlo nella squadra che avrebbe partecipato alla fase
finale della Coppa del Mondo FIFA Argentina 1978. L'Argentina avrebbe
vinto il torneo da padrona di casa, ma senza Diego, che secondo Menotti
era troppo giovane per essere convocato.
Maradona si rifece l'estate successiva, quando ispirò la vittoria (in
realtà non vi erano molti giocatori del suo calibro) nel mondiale
giovanile in Giappone. “È stata la volta in cui mi sono divertito di più
su un campo di calcio" affermò in seguito. "Nient'altro mi ha dato tante
soddisfazioni, eccetto le mie figlie".
Non estraneo al successo, già da allora era anche oggetto di
controversie e polemiche. Chi lo difendeva parlava dell' “onestà" della
star e del suo “rifiuto a svendersi". I suoi detrattori, a loro volta,
non avevano certo carenza di argomenti. Dopotutto questo era l'uomo che
aveva sparato contro i giornalisti con un fucile ad aria compressa e che
aveva criticato il Papa sulla TV di Stato. Maradona ha sempre scatenato
emozioni estreme, eppure in campo era l'unico a fare quello che voleva.
“I numeri che faceva con un pallone, li poteva fare con un'arancia" lo
elogiava la star del calcio francese Michel Platini.
L'equilibrio era la chiave di tutto. Strano a dirsi, vista la sua
perenne lotta per trovare l'equilibrio negli altri aspetti della vita.
Era impossibile fermare 'El Grande' quando partiva in slalom verso la
porta avversaria. Altrettanto infallibile era la precisione dei suoi
colpi ad effetto.
Grinta e grandezza
Durante la Coppa del Mondo FIFA 1982 non fu tuttavia all'altezza.
L'Argentina perse la prima partita contro il Belgio, successivamente
vinse contro Ungheria ed El Salvador. Diego segnò due volte contro gli
ungheresi, ma non fu in grado di fare il bis contro l'Italia ed il
Brasile nel secondo turno. La sua reazione nei confronti dei suoi severi
marcatori fu tale che contro il Brasile venne espulso, mentre i
detentori del titolo crollavano.
Il Mondiale del 1986 in Messico fu tutta un'altra cosa. I cinque gol di
Maradona (uno contro l'Italia e due doppiette, rispettivamente contro
l'Inghilterra nei quarti e il Belgio nelle semifinali) portarono la
squadra di Carlos Bilardo in finale e confermarono la fama del campione
argentino. Universalmente riconosciuto miglior giocatore del pianeta,
sollevò la Coppa del Mondo dopo la vittoria per 3-2 contro la Germania
Ovest.
Quattro anni dopo, chiamato a difendere il titolo, assunse un ruolo
totalmente inedito. Il torneo si svolse in Italia, dove Maradona si
stava avvicinando alla fine di un incantesimo durato sette anni con il
Napoli, squadra che aveva guidato alla conquista di due campionati di
Serie A e di una Coppa UEFA. Nonostante fosse debilitato da un grave
problema alla caviglia, il capitano era sempre in gran grado di eseguire
giocate decisive e guidò da par suo l'Argentina contro Brasile,
Jugoslavia e Italia nelle gare ad eliminazione diretta. In ogni caso non
poté far nulla contro il rigore di Andreas Brehme che portò alla
vittoria la Germania Ovest.
L'ultimo
capitolo della storia di Diego nella Coppa del Mondo FIFA fu anche il
più buio. Durante i Mondiali disputati negli Stati Uniti nel 1994, in
cui portò l'Argentina al trionfo contro la Grecia e la Nigeria, Maradona
risultò positivo ad un controllo antidoping, dal quale emerse il consumo
di efedrina, sostanza proibita dalla FIFA. Venne espulso dalla
competizione ed i suoi compagni lo seguirono subito dopo, in seguito
alle sconfitte contro Bulgaria e Romania.
Malgrado ciò, l'Argentina festeggiò la sua stupenda, seppur movimentata,
carriera il 10 novembre 2001, con una partita “Homenaje" nella Bombonera,
lo stadio del Boca Juniors. Il numero 10, fascia di capitano al braccio,
guidò la nazionale verso la vittoria sul Resto del Mondo. Stessa routine
di sempre, si potrebbe pensare, ma stavolta era presente una variazione
sul tema: era l'Argentina che ridava coraggio al suo "Pibe de oro".
Carriera da giocatore
Successi internazionali
91 presenze internazionali, 34 gol
1986 Vincitore della Coppa del Mondo FIFA™
1986 Miglior giocatore della Coppa del Mondo FIFA™
1990 Finalista della Coppa del Mondo FIFA™
Cosa è necessario
sapere prima di acquistare un traduttore automatico? Andiamo a leggere
perchè Translation 10.0 Plus è il
miglior traduttore automatico
Attenzione!
Uno dei links contenuti in questa pagina ti permette di accedere al nostro archivio software e ti consente uno scaricamento gratuito a scelta tra tutto il repertorio del software professionale.
Due sole condizioni: