|
Giacinto Facchetti era un uomo buono, e questo aggettivo in Italia è
considerato sospetto. Bontà vuol dire ingenuità, incapacità, debolezza;
o addirittura dabbenaggine, semplicioneria. Le persone ammirate, nel
nostro estenuante Paese, sono i cialtroni e le carognette: due categorie
umane di cui l'ambiente del calcio è pieno. Ma non è l'unico.
Ripeto, con la certezza di appuntargli la medaglia che voleva, su un
giornale che amava:
Giacinto Facchetti era un uomo buono. Un uomo buono
che ha sofferto, vedendo il suo mondo degradarsi; sapeva dove stava il
marcio, e sperava di trovare le prove. Questo però oggi lo diranno
tutti, e non è il caso d'insistere. Meglio ricordare che Facchetti era
un uomo buono perfettamente consapevole delle voci che correvano sul suo
conto: un corazziere messo lì per parlare con l'UEFA e far bella figura
nelle fotografie, succube di Moratti e dei suoi denari capricciosi.
Be', questa è vigliaccata, e una falsità. Anche la Juventus ha avuto
spesso un presidente che non era il padrone, ma nessuno s'è mai permesso
di dire certe cose. Facchetti voleva bene a Moratti come Moratti ne
voleva a Facchetti. Conosceva le qualità e le debolezze del
proprietario, e cercava di dargli tutto l'aiuto possibile: parlando coi
giornalisti, una categopria per quale aveva un'istintiva, sorprendente
simpatia (ricambiata); appianando incomprensioni e rivalità dentro la
società; e costruendo la sua rete educata di pubbliche relazioni, tra
una cena a Cassano D'Adda e un saluto nei saloni di San Siro. Quello tra
Facchetti e il figlio di Angelo Moratti è uno di quei rapporti puliti di
cui il mondo diffida: e sbaglia.
Un'altra cosa Giacinto sapeva fare bene: il fratello maggiore dei
calciatori, di cui capiva le mancanze di carattere, prima ancora che i
limiti sul campo. Privatamente, e chiedendo discrezione, raccontava di
quello che raccoglieva ragazzette come fossero margherite, e dell'altro
che andava in discoteca con le cuffie in testa, convinto di essere un
grande disc-jockey quand'era invece solo una discreta punta. A tutti
costoro Giacinto offriva i consigli di un ex-collega, prima ancora che
il rimprovero di un dirigente. Chi tra i giocatori dell'Inter l'ha
ascoltato? Guardate le pagelle sui giornali: quelli che prendono i voti
più alti.
Era consapevole dell'importanza della reputazione, Facchetti: la sua,
quella della squadra, quella del calcio e dell'Italia. All'estero godeva
di grande stima. Lo aiutavano il curriculum, i modi tranquilli e quello
che i francesi chiamano "il fisico del ruolo". Tra tanti calciatori che
hanno l'aspetto da culturisti, o l'occhio acquoso da comparse
televisive, Giacinto spiccava: è stato un atleta per tutta la vita. Mi
ha detto un comune amico, alto più di due metri: "Giacinto era venti
centimetri più basso di me: ma era l'unico che mi facesse sentire
piccolo."
Gli sarebbe piaciuto, il commento. Giacinto - con quel bel nome vegetale
- era figlio della sua terra: un bergamasco senza montagna e senza
accento, che dei bergamaschi aveva però le qualità che contano, e al
resto d'Italia spesso sfuggono: la tenacia, l'affidabilità, l'incapacità
di parlare a vanvera, l'indignazione lenta ma implacabile. Cinque anni
fa, scrivendo di lui per la prima volta, l'avevo chiamato "un olmo
piantato sulla strada tra Crema a Treviglio", e la definizione gli era
piaciuta. E' stato l'inizio di una bella amicizia, purtroppo breve.
Nelle rubrica del mio cellulare è ancora registrato come "Olmo Facchetti".
Non lo cancellerò. Lo lascio lì a dar sollievo a chi passa, e a prendere
a spallate il tempo. Due attività per cui Giacinto era moralmente e
fisicamente dotato.
|
Send
This Page to a Friend
flowers

Have you ever wondered who your
ancestors were? And what they have done? In
order to search your Family Name click here
flowers
 
Promoting your web page on Internet, without the adequate tools, can be a
difficult task. The citizens' majority on internet, that uses search engines to
locate a special product, they consult only the first 10 results that the motor
returns. On the base of this consideration, it appears clear, that the best way
to draw them to your page is to place it at the top 10 results proposed by the
most important search engines. (More...)
|