Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro
è nato nel 1985 da Maria Dolores dos Santos Aveiro e José Dinis Aveiro.
Il nome "Cristiano" è dovuto alla cristianità della madre, mentre il
secondo nome, "Ronaldo", fu scelto in onore di Ronald Reagan, attore
preferito del padre e Presidente degli Stati Uniti a quell'epoca. Ha un
fratello maggiore, Hugo (nato nel 1975), e due sorelle maggiori, Elma
(nata nel 1974) e Liliana Cátia (nata a Madeira il 5 ottobre 1976).
Liliana Cátia lavora come cantante con lo pseudonimo di "Ronalda" in
Portogallo.
Sporting Lisbona
Cresciuto calcisticamente nel Nacional (dove fa la trafila nelle
giovanili), nel 1997 approda allo Sporting Lisbona. Esordisce con la
squadra di Lisbona nel terzo turno preliminare di UEFA Champions League
contro l’Inter, nella stagione 2002-2003. Nella sua unica stagione allo
Sporting colleziona 25 presenze, partendo titolare in undici occasioni.
Manchester United
È notato dal Manchester United in una partita amichevole tra Sporting
Lisbona e Manchester United disputatasi nel luglio 2003. La squadra
inglese perde l'incontro per 2-0 anche per merito del giovane talento
portoghese, che diviene così un obiettivo del club. Cristiano Ronaldo
inoltre era molto vicino alla firma con il Parma ma poi visto il crack
Parmalat si sono chiuse le trattative. Il 13 agosto 2003, stesso giorno
dell’arrivo di Kleberson al Manchester United, si trasferisce ai Red
Devils per 17,5 milioni di euro, cifra record per un giocatore così
giovane.
Sir Alex Ferguson, tecnico del Manchester, consegna a Cristiano Ronaldo
la maglia numero 7, appartenuta fino alla stagione precedente a David
Beckham. Per Ronaldo è lo stesso numero dell'idolo e futuro compagno di
squadra nel Portogallo Luís Figo. La maglia numero 7 è inoltre una
maglia storica per i tifosi del Manchester, essendo stata quella di
Beckham, George Best, Bryan Robson ed Eric Cantona.
Dopo aver pagato un periodo di adattamento al calcio inglese, si rende
protagonista di un'ottima stagione d'esordio, collezionando 29 presenze
e segnando anche il primo gol nella finale di Coppa d'Inghilterra.
Nella stagione 2004-2005, malgrado il Manchester concluda l'annata senza
vincere alcun trofeo, è ancora tra i migliori giocatori della squadra.
Nella stagione 2005-2006 mette a segno 10 gol, l'ultimo dei quali nella
finale di Carling Cup contro il Wigan Athletic vinta dai Red Devils. È
quello l'unico trofeo conquistato dal Manchester United, eliminato nella
prima fase della Champions League ed giunto secondo nella Premiership.
Nel 2006-2007 si afferma definitivamente come uno dei migliori
calciatori del mondo, trasformandosi da promessa a campione affermato.
Batte il primato personale di gol in campionato il 24 febbraio 2007,
realizzando la rete numero 17, il che fa di lui il detentore del record
di gol segnati in una sola stagione da un centrocampista, con ancora
alcune gare da giocare. Si rende autore di ottime prestazioni in
campionato e in Champions League, siglando i suoi primi gol nella
principale rassegna continentale nel trionfale 7-1 ai danni dell' Roma.
In seguito vince con la squadra il suo primo titolo inglese grazie alla
vittoria sul Manchester City per 1-0, con un suo gol.
L'annata seguente è quella dei grandi successi personali e di squadra.
Con la doppietta contro il Bolton Wanderers nel recupero della Premier
League 2007-2008, il portoghese supera George Best, che nella stagione
1967-1968 aveva messo a segno 33 gol tra coppe e campionato. Il record
era rimasto imbattuto per 40 anni. Alla fine sarà capocannoniere della
Premiership, con 31 gol in 34 partite (31 delle quali giocate da
titolare), e della UEFA Champions League 2007-2008, con 8 reti in 11
partite, contribuendo in maniera decisiva alla conquista dell'accoppiata
titolo inglese-Champions League da parte dei Red Devils. Nella finale di
coppa, a Mosca contro il Chelsea, realizza il gol del momentaneo 1-0 e
in seguito sbaglia il proprio tiro della serie di rigori. I 31 gol in
Premiership gli valgono comunque la Scarpa d'oro 2008, con 62 punti.
Nazionale
Nazionale Under-18 e Under-21 portoghese, Cristiano Ronaldo esordisce
con la Nazionale maggiore nel 2003, entrando nel secondo tempo della
gara vinta per 1-0 contro il Kazakistan. Guadagnatosi una maglia da
titolare in vista del campionato d’Europa 2004, nella rassegna
continentale impressiona positivamente per le ottime prestazioni e per
le due reti messe a segno in sei partite, gol che hanno garantito al
Portogallo un posto in finale e al giocatore l'inserimento nella
"squadra ideale" del torneo. Ha preso parte, ancora nel 2004, ai Giochi
Olimpici di Atene.
Nel 2006 ha partecipato ai Mondiali di Germania, nei quali il Portogallo
si è piazzato quarto. Nel corso del torneo il giocatore ha calciato e
segnato il tiro decisivo della serie di rigori, quello che ha eliminato
l'Inghilterra nei quarti di finale.
Il 6 febbraio 2007, nell'amichevole di Londra contro il Brasile, gioca
la sua prima partita da capitano, a soli 22 anni ed un giorno.
Oggi, 14 giugno 2008 sta disputando il Campionato europeo in Austria e
Svizzera.
La triste storia di Cristiano Ronaldo
Mamma Dolores racconta al Sunday Mirror il dramma familiare vissuto dal
talento del Manchester. L'amatissimo padre morto per alcolismo, il
fratello tossicodipendente salvato da lui grazie al primo ingaggio da
campione....
A vederlo com'è oggi, un campione bello, ricco e famoso, con il mondo ai
suoi piedi e un contratto da 180 mila euro alla settimana in tasca, non
penseresti mai che, in realtà, Cristiano Ronaldo nasconda un passato
tanto doloroso e penoso. Un segreto che tale sarebbe rimasto se la madre
del giocatore, Dolores Aveiro, non avesse deciso di raccontarlo al
tabloid Sunday Mirror. "Cristiano ha visto molto da vicino i danni
causati dalla droga e dall’alcool – si legge nell’intervista – e questo
è il motivo per cui non ha vizi, non beve e non fuma. La sua unica
'droga' si chiama calcio. Mio marito Dinis, il papà di Cristiano, ha
bevuto tanto da morirne, mentre mio figlio maggiore Hugo ha cominciato a
drogarsi quando Cristiano aveva 14 anni". La scoperta che il padre era
un alcolizzato ha avuto un effetto devastante sul giocatore, che ha
cercato più volte di convincere il genitore a farsi curare. "Dinis non
ha mai voluto farsi ricoverare, voleva solo bere. Lui e Cristiano erano
inseparabili prima che mio figlio lasciasse Funchal per diventare un
calciatore professionista. La cosa triste è che non sia riuscito a
vedere che campione è diventato".
IL LUTTO - Il papà dell’attaccante, un ex giardiniere, è morto 17 mesi
fa, all’età di 52 anni e alla vigilia del match di qualificazione ai
Mondiali del Portogallo in Russia. Racconta al tabloid un amico di
famiglia: "Al funerale, Cristiano non riusciva a smettere di piangere.
Suo padre era sempre stato un uomo alto e forte, ma la dipendenza dalla
bottiglia aveva avuto effetti terribili anche sul suo aspetto. Cristiano
ha visto quali danni può causare l’alcool ed è per questo che gli sta
lontano. Probabilmente, ha il talento di Maradona e George Best, ma non
vuole finire come loro. Le sue uniche passioni sono il calcio e la sua
famiglia. La morte del padre lo ha legato ancora di più alla madre, ai
fratelli e alle sorelle e da quel momento è stato lui ad occuparsi di
loro". Ma il campione del Manchester ha sofferto moltissimo anche per il
fratello Hugo. "Quando scoprii che mio figlio si drogava – confessa oggi
la signora Dolores – ho dovuto fare un prestito per mandarlo in un
centro specializzato perché non avevo denaro a sufficienza visto che,
lavorando come donna delle pulizie, guadagnavo 580 euro al mese, mentre
all’epoca Cristiano ne prendeva 250 dallo Sporting Lisbona. Purtroppo
però, dopo due anni, Hugo ci è ricascato, ma questa volta è stato
Cristiano a pagare tutto. I suoi soldi hanno salvato la vita di Hugo e
se mio figlio non avesse fatto il calciatore, le cose sarebbero certo
state molto diverse per noi".
SERENITA' RITROVATA - Oggi la famiglia di Cristiano Ronaldo è finalmente
serena: Hugo ha 32 anni, non si droga più e lavora come pittore e
decoratore, dividendosi fra Madeira e Manchester, mentre la sorella
maggiore Katia vive a Lisbona e fa la cantante con il nome d’arte di
Ronalda e l’altra (Elma, 29 anni) ha appena aperto la boutique "CR7" a
Funchal, combinando le iniziali del celebre fratello con il suo numero
di maglia. Mamma Dolores, invece, ha sostituito gli abiti vecchi con le
griffe più alla moda e, appena le daranno la patente, si metterà al
volante della BMW regalatale dal figlio. Intanto, passa la maggior parte
del tempo nel Cheshire, in attesa che finiscano i lavori nella nuova
casa di Madeira, anche se pensa con nostalgia al suo primo appartamento,
oggi ridotto a un deposito di immondizia e recentemente visitato dai
ladri: "E’ stata la mia casa per 24 anni e avrà sempre un posto
speciale". Come un posto speciale per Cristiano Ronaldo lo avranno gli
amici d’infanzia, perché le radici non si dimenticano e le sofferenze
nemmeno. Conferma la signora Aveiro: "Cristiano ha sempre vissuto per il
calcio e quello che ha passato gli ha permesso di arrivare dov’è ora.
Ancora oggi sono io che mi occupo dei suoi guadagni, che vanno in un
fondo intestato a lui e a me. So che grazie al nuovo contratto prenderà
molti soldi, ma so anche che i soldi non lo cambieranno mai".
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