Nome: Robert Charlton detto
Bobby
Data di nascita: 11 ottobre 1937
Luogo di nascita: Ashington, Inghilterra
Biografia
La classe britannica
Un superstite del disastro aereo di Monaco di Baviera, un vincitore
della Coppa del Mondo FIFA, un Cavaliere dell'Impero Britannico, ma
soprattutto un giocatore forte ed onesto. Bobby Charlton è uno dei più
esemplari ambasciatori del calcio nel mondo.
Sir Bobby, come è ora chiamato affettuosamente ed ufficialmente, è uno
dei tre calciatori inglesi che hanno superato le 100 presenze
internazionali diventando famosi per il gioco deciso, ma soprattutto per
il fair play. Billy Wright, che indossò la fascia di capitano 90 volte,
fu il primo, negli anni '50, a tagliare il prestigioso traguardo, mentre
Charlton e Bobby Moore, che alzarono al cielo di Wembley il trofeo Jules
Rimet nel 1966, lo seguirono successivamente. Mentre Wright e Moore
giocavano in ruoli simili come mediani, Charlton era più una mezzala con
caratteristiche offensive. Tutti e tre, comunque, erano famosi in tutto
il mondo per la loro determinazione e la durezza nei contrasti,
caratteristica che non oltrepassò mai i limiti.
Forse la maggior forza di Charlton fu la sua versatilità. Tecnicamente
fortissimo ed abile nel distribuire la palla, poteva calcolare i
passaggi al millimetro in tutto il campo, raggiungendo i compagni di
squadra con incredibile precisione. Le capacità balistiche mascheravano
la sua statura relativamente bassa (1,73 m) ed indossando la divisa dei
"Three Lions", nell'arco di 106 partite internazionali, fu in grado di
segnare una partita sì e una no, cosa non da poco per un centrocampista
che spesso arretrava anche in difesa! I suoi 49 gol sopravanzano di una
segnatura il bottino di un prolifico bomber come Gary Lineker.
Robert Charlton è nato l'11 ottobre 1937 nella cittadina mineraria
nord-orientale di Ashington. Le sue doti emersero per la prima volta in
una gara della rappresentativa delle scuole dell'East Northumberland,
alla quale assistette Matt Busby, allenatore del Manchester United e
futuro baronetto, il quale fece firmare il primo contratto al giovane
quindicenne nel gennaio del 1953. Dopo essersi fatto strada nelle
squadre giovanili e dilettanti, Charlton debuttò in Prima Squadra
nell'ottobre del 1956, segnando una doppietta in una vittoria per 4-1
sul Charlton Athletic.
Quella stagione il Manchester United vinse il campionato e Charlton,
giocando da esterno sinistro, fece la sua parte con 10 gol su 14
partite. La finale della Coppa d'Inghilterra a Wembley e la semifinale
della Coppa dei Campioni sembravano promettere un futuro ricco di
successi, ma il destino di lì a poco sarebbe intervenuto tragicamente.
La squadra dei "Busby Babes" venne colpita dal disastro aereo di Monaco
di Baviera il 6 febbraio 1958, nel quale otto calciatori persero la
vita. Il ventenne Bobby ne uscì illeso, ma le cicatrici mentali
provocate dalla perdita di tanti compagni di squadra e coetanei in
circostanze così strazianti furono evidenti.
Busby ricostruì la propria squadra come poté, facendo di Charlton il
cardine del nuovo team. La fortuna tornò ad arridere all'Old Trafford
nel 1963, con la vittoria nella finale della Coppa d'Inghilterra,
seguita dalle vittorie in campionato nel 1965 e nel 1967. L'apogeo della
gloria per Charlton si presentò la stagione successiva quando, dieci
anni dopo il disastro di Monaco di Baviera, il Manchester United
sconfisse il Benfica per 4-1 a Wembley nella finale di Coppa dei
Campioni, diventando così la prima squadra inglese vincitrice del
trofeo. Per Charlton (che segnò il primo ed il quarto gol), Busby e
Billy Foulkes, gli unici sopravvissuti del disastro ancora in squadra,
fu un momento altamente emotivo.
I primi giorni
Malgrado all'inizio si fosse fatto strada come ala sinistra, il debutto
internazionale di Charlton fu come centrocampista di destra, a copertura
della difesa. Avvenne il 18 aprile 1958, e, come nel debutto con il
Manchester United, fu celebrato con un gol ed una vittoria: uno
schiacciante 4-0 sulla Scozia a Hampden Park. "Mi pare ancora di sentire
la sferzata della palla contro la rete" ricorda Charlton. "Dopodiché fu
il silenzio". La sua performance fu tale da meritare la convocazione a
Svezia '58, ma la squadra inglese venne eliminata dopo il primo turno ed
uno spareggio contro l'URSS. Charlton non giocò. Infatti l'allenatore
Walter Winterbottom si era pentito di averlo selezionato, pensando che
risentisse ancora dei postumi del disastro aereo di Monaco di Baviera.
Durante i Mondiali del 1962 in Cile, Charlton venne schierato
stabilmente sulla fascia sinistra e Winterbottom non mostrò ulteriori
timori nel farlo giocare. Il gol all'Argentina fece passare
l'Inghilterra ai quarti di finale, dove la squadra inglese venne
sconfitta dai brasiliani, campioni in carica e futuri trionfatori.
Il momento di gloria dell'Inghilterra
Il 1966 è un anno che rivive nella memoria di ogni inglese e che vide
Charlton all'apice del suo talento. Assieme al fratello Jackie, che era
diventato un cardine della difesa inglese, Bobby era il punto focale del
team che trionfò in casa e che ricevette il trofeo Jules Rimet dalle
mani della Regina Elisabetta II il 30 luglio 1966.
Il mondiale iniziò male, con un triste 0-0 contro l'Uruguay. La squadra
inglese aveva bisogno di una scintilla, e Charlton era colui che poteva
innescarla. Nel successivo incontro con il Messico, quando mancavano
dieci minuti alla fine del primo tempo, Bobby recuperò una palla che
sembrava ormai persa sulla linea di centrocampo. "Recuperai la palla
abbastanza indietro e non avevo intenzione di segnare con un'azione
personale" disse più tardi in un'intervista. "Non mi aspettavo che mi
avrebbero lasciato spazio...per cui mi limitai ad avanzare poco convinto
con la palla". La fuga terminò con una conclusione vincente sotto la
traversa e l'Inghilterra passò il turno.
In ogni caso fu nella semifinale contro il Portogallo che Bobby dimostrò
tutto il suo talento. Il suo dinamismo costrinse la difesa portoghese ad
arretrare, i suoi passaggi aprirono spazi ai compagni e, quando si
ritrovò l'occasione buona per segnare, non se la lasciò scappare. Un gol
per tempo fu sufficiente a far passare l'Inghilterra. Bobby fu l'autore
di entrambe le segnature, superando il cannoniere del Portogallo,
Eusebio.
Nella finale, l'allenatore della Germania Ovest, Helmut Schön, sapeva
esattamente chi era l'uomo più pericoloso dell'Inghilterra e lo fece
marcare dal giovane, ma abilissimo Franz Beckenbauer. Quando Bobby
attaccava, Franz difendeva, e quando Franz attaccava, Bobby rimaneva
incollato a lui. Il fatto che né Charlton né Beckenbauer abbiano segnato
e che le due squadre siano rimaste bloccate sul 2-2 dopo 90 minuti di
gioco, è attribuibile alla lotta epica che ebbe luogo tra i due
leggendari centrocampisti. Il punteggio finale di 4-2 indicherebbe che
Bobby ebbe la meglio al tirar delle somme e, come disse Beckenbauer,
"l'Inghilterra ci sconfisse nel 1966 perché Bobby Charlton era un po'
meglio di me".
Un finale drammatico
Quando, quattro anni dopo, l'Inghilterra si spostò in Messico per
difendere il titolo, Charlton, che allora aveva 32 anni, era ancora in
ottime condizioni di forma. Come interno destro di una squadra che era
passata da uno schieramento 2-3-5 all'inizio della sua carriera
internazionale, quindi a un 4-2-4, fino ad un 4-3-3, il suo ruolo era
diventato più difensivo, anche se non meno importante. Dopo la
conclusione positiva della prima fase del torneo, l'Inghilterra affrontò
la Germania Ovest nei quarti di finale, in una rivincita epica della
finale del 1966. In vantaggio per 2-1 quando rimanevano venti minuti da
giocare, l'allenatore dell'Inghilterra Alf (più tardi, Sir Alf) Ramsey
sostituì Charlton, pensando che fosse meglio che riposasse prima della
semifinale. Il pareggio di Uwe Seeler portò invece il match ai
supplementari, durante i quali Gerd Müller regalò ai tedeschi la
rivincita.
Si trattò dell'ultimo atto di Charlton con i colori della nazionale.
Infatti, dopo il fischio finale, vi fu l'annuncio del ritiro, giunto
dopo aver superato il record di Billy Wright con 106 presenze
internazionali. Charlton giocò per altre due stagioni con il Manchester
United e per un breve periodo fu giocatore-allenatore di un altro club
del Nord-Ovest, il Preston North End, prima di appendere le scarpe al
chiodo definitivamente nel 1974. La vita da pensionato non faceva
comunque per lui: invece di continuare come allenatore, Bobby preferì
dedicarsi agli affari ed infatti ebbe successo, fondando inoltre
numerose scuole di calcio per ragazzi.
Nel 1984 divenne dirigente del Manchester United e fu invitato a
partecipare ai lavori del Comitato FIFA per lo sviluppo del calcio. Da
allora si è prodigato a favore del gioco, a Manchester e in Inghilterra,
ma andando anche molto più in là e facendosi conoscere in tutto il mondo
quale ambasciatore del calcio oltre che come persona genuina. Come disse
di lui il suo amico e manager Sir Matt Busby: "Non è mai esistito un
calciatore più popolare. Era così vicino alla perfezione, come uomo e
come giocatore, che di più sarebbe stato impossibile".
Carriera da giocatore -
Successi internazionali
106 presenze internazionali (49 gol)
1966 Vincitore della Coppa del Mondo in Inghilterra
1968 Terzo posto nel Campionato Europeo
Squadre
1953 - 1972 Manchester United
1973 - 1974 Preston North End (giocatore-allenatore)
Successi con squadre di club
1957, 1965, 1967 Vincitore del campionato inglese
1963 Vincitore della Coppa d'Inghilterra
1968 Vicnitore della Coppa dei Campioni
Altro:
751 presenze nel campionato
inglese con 245 gol
Pallone d'oro (1966)
Cosa è necessario
sapere prima di acquistare un traduttore automatico? Andiamo a leggere
perchè Translation 10.0 Plus è il
miglior traduttore automatico
Attenzione!
Uno dei links contenuti in questa pagina ti permette di accedere al nostro archivio software e ti consente uno scaricamento gratuito a scelta tra tutto il repertorio del software professionale.
Due sole condizioni: