Pur essendo giovanissimo non era del tutto
nuovo a concorsi canori soprattutto a carattere regionale.
Ad 11 anni e mezzo partecipa a uno spettacolo di operetta per ragazzi insieme ad
una sua coetanea, anch'essa veronese, che dopo soli quattro anni diventerà
famosissima in Italia ed all'estero: Gigliola Cinquetti.
Dopo qualche mese vinse il "Pinocchietto d'oro" cantando "Le mille bolle blu",
un successo di Mina, superando la stessa Cinquetti che si classificò al secondo
posto.
A quel punto decide di fare sul serio, malgrado il parere contrario di suo
padre, funzionario dell'Istituto delle Belle Arti, che lo avrebbe preferito
architetto, iscrivendosi al "Festival degli Sconosciuti" e quindi premiato dalla
vincitrice dell'edizione precedente, già alle vette della popolarità: Rita
Pavone.
Per quella vittoria, il panorama della musica leggera italiana, ebbe, un
cantante in più, e un architetto in meno.
Fu Teddy Reno ad introdurlo alla RCA divenendone anche produttore artistico per
la neo etichetta ARC, intenzionata a lanciare nuovi cantanti emergenti.
Dino fu proprio uno dei primi, al quale da lì a poco, ne seguirono altri Lucio
Dalla, I Rokes, Mauro Lusini, Louiselle, Roby Ferrante, Ricky Shane, La Cricca,
tanto per citarne alcuni.
Il suo primo 45 giri, "Eravamo amici", venne pubblicato nella primavera
dell'anno seguente e inserito tra i partecipanti dell’imminente "Cantagiro" per
il girone B, quello cioè riservato ai giovani.
Dino, vinse numerose tappe, scatenando tra l'altro vere e proprie manifestazioni
d'entusiasmo, soprattutto da parte di ragazzine che vedevano in lui, oltre al
bravo cantante, il ragazzo-bene della porta accanto, considerando che era
soltanto un cantante all'esordio e con all'attivo un solo 45 giri per giunta non
ancora disponibile nei vari negozi di dischi.
In dirittura d'arrivo, però, alla finalissima del "Cantagiro" (la manifestazione
era suddivisa a tappe giornaliere con votazioni popolari) venne superato per
pochi voti da Paolo Mosca, un'altro esordiente che presentava una canzoncina
estiva più ..."ruffiana": "La voglia dell'estate".
Dino, si dovette accontentare del secondo posto.
A "Cantagiro" finito, furono però le vendite discografiche a rendere giustizia.
"Eravamo amici" entrò subito nelle classifiche dei dischi più venduti fino ad
arrivare al 3° posto, superando nettamente la canzone vincitrice.
La popolarità di Dino si rafforzò anche grazie ad alcune trasmissioni televisive
di prestigio, tra le quali "La Fiera dei sogni" di Mike Bongiorno, che lo
vollero come ospite.
Gli acquirenti del disco, in prevalenza giovani, ne scoprirono invece, la vena
beat, ascoltando il lato B del 45 giri "Così come sei", cover di "Good Loocking",
accompagnato dai Kings, un gruppo anch'esso veronese i cui componenti erano,
Renato Bernuzzi (armonicista e cantante), Pier Paolo Adda, (batterista e
cantante), Ennio Ottofano (chitarra solista), Gilberto Storari (chitarra
ritmica) e Andy De Bruyn (bassista) quest'ultimo viareggino con origini
americane.
I Kings, accompagnavano Dino, anche nelle serate, oltre agli arrangiamenti di
alcuni suoi dischi, e successivamente si mossero per proprio conto, firmando un
contratto discografico con la Durium, e specializzandosi soprattutto nelle
traduzioni italiane di hit internazionali di pura marca beat.
Nell'autunno dello stesso anno Dino incide il suo secondo singolo, "Te lo leggo
negli occhi", ripetendone il successo.
Ennio Moricone, ne cura l'arrangiamento (come del resto aveva già fatto per
"Eravamo amici"). Sergio Endrigo insieme a Bardotti, firmerà invece il pezzo.
L'ARC vuole anche ripetere la formula vincente precedente, ed allora tornano i
Kings ad accompagnarlo nel Iato B del disco, con la traduzione italiana di "I
Should have known better", di Lennon e McCartney, diventato per l'occasione,
"Cerca di capire", ad opera di Don Backy che ne trascrive il testo.
Come dire, le due facce della medaglia di Dino, romantico e melodico da una
parte, beat dall'altra.
Il disco sale presto nelle parti alte della Hit Parade, anche grazie ad un
lancio in grande stile della RCA, che prepara per i propri artisti la
manifestazione televisiva, "Incontro a Roma", all'Hotel Hilton.
Il successo commerciale di "Te lo leggo negli occhi", suggerì . al regista
Camillo Mastrocinque, di realizzare un film omonimo, interpretato dallo stesso
Dino.
Moda abbastanza frequente, per le canzoni di successo dei primi anni 60' che
facevano la felicità dei botteghini che ne constatavano l'ottimo esito
commerciale.
Questa non fu comunque la sola esperienza cinematografica di Dino, a cui
seguirono, tra l'altro, "Le sedicenni" con la regia di Luigi Petrini ed
"Altissima pressione" di Enzo Trapani, con Agnes Spaak (sorella della più famosa
Catherin) Nino Taranto e con altri cantanti, tra i quali, Gianni Morandi,
Françoise Hardy,
e Lucio Dalla.
Nell'estate successiva è di nuovo tra i partecipanti del "Cantagiro del '65", di
diritto tra i Big, con il "ballo della bussola" (questa volta il brano ritmico,
è sulla facciata A del 45 giri:) ottenendo un buon successo.
A "Cantagiro" concluso, l'ARC, iniziando la pubblicazione di 33 giri, in una
serie, venduta a prezzo promozionale dedica, a Dino, uno dei primissimi
long-play delle sue etichette.
Prodotto da Ferruccio Ricordi (alias Teddy Reno), troviamo, oltre ai sei pezzi
che costituivano i primi tre singoli di Dino, nuove canzoni, arrangiate dal
solito Moricone e dai Kings.
Canzoni tradotte dal repertorio dei Beatles ("torna con me sulla luna"), da Ray
Charles, ("Lo sai tu?") Marino Barreto Jr. ("Un'anima pura"), e Shel Shapiro dei
Rokers ("Fuoco del mio cuore" e "Spegni questa luce").
In autunno un nuovo singolo conclude l'anno forse più interessante dal punto di
vista artistico del cantante, il 45 comprende "Il ragazzo di ghiaccio" e "Sai
sai sai", due pezzi tratti dalle colonne sonore di 2 films, interpretati dallo
stesso Dino: "le sedicenni", e "altissima pressione", per le musiche di
Morricone e Bruno Canfora.
"Chi più di me", è invece il 45 giri che Dino, prepara per l'estate '66,
tornando di nuovo a gareggiare al "Cantagiro". E' questo, forse, il pezzo
migliore del suo repertorio. La canzone composta da Paul Anka riporta un'ottimo
piazzamento alla manifestazione, che vide quell'anno la vittoria di Gianni
Morandi, con "Notte di Ferragosto".
"Chi più di me". Partecipa anche alla gara televisiva, "Scala Reale".
Dino si presenta come gregario di Michele, insieme a Sandie Shaw e
all'esordiente Romano VIII.
A "Scala Reale", (la "Canzonissima" di quell'anno) passare il turno, voleva
dire, presentare e promozionare poi nel turno successivo, una nuova canzone.
Le ottime votazioni popolari permisero a Dino nella fase successiva della gara
di presentare il suo nuovo disco, "Piccola mia piccola".
Al suo quarto "Cantagiro", Dino partecipa invece con "io mi sveglio a
mezzogiorno", ma questa volta, il pezzo passa quasi inosservato.
Quell'anno la manifestazione è estesa all'Europa, con il "Cantaeuropa", ideato
sempre dal patron Ezio Radaelli.
Proprio Dino, risulterà uno dei cantanti più applauditi nelle varie città
europee.
Un nuovo gruppo, arrangia per Dino "Spengo" il lato B, del 45 giri, i Rollicks.
Nell'autunno '67 la RCA (sempre l'etichetta ARC), pubblica il nuovo singolo di
Dino, questa volta attingendo nel repertorio internazionale.
Il pezzo è "Il sole è di tutti", (A place in the Sun) di Steve Wonder, che
inciderà anche lui in italiano.
Nel confronto, la versione del cantante veronese, non sfigura affatto nè come
incisione nè nel resoconto delle vendite con quella dell'illustre collega tanto
che si divideranno il successo quasi in parti uguali.
Questo ennesimo consenso discografico, gli apre le porte, per la prima e unica
volta, del Festival di Sanremo.
L'Edizione è quella del '68, e la canzone con cui Dino partecipa è "Gli occhi
miei" di Mogol-Donida, ripetuta per la doppia esecuzione da Wilma Goich.
E' un buon successo anche a livello internazionale e lo incisero vari altri
artisti.
In Spagna è proprio la versione di Dino, incisa in spagnolo ad avere successo,
(anche in passato, Dino incise per il mercato di quel paese, altri suoi
successi, tra cui "Eravamo amici" e "Te lo leggo negli occhi").
Nel corso del '68, l'ARC pubblica altri due singoli di Dino, ma por essendo di
buona fattura, commercialmente, non ottengono un grande successo e sono
:"Morire o vivere" e "La tua immagine" quest'ultima cover di "Sound of silence"
di Simon &Garfunkel.
L'intera produzione di Dino per l'etichetta ARC si completa con i successivi due
singoli: "Simone Simonette", che partecipa all'edizione del "Disco per
l'estate", e "By by city", promosso in un'importante manifestazione musicale "Canzonissima",
ma senza lasciare tracce.
A cavallo tra questi due singoli, la RCA pubblica il secondo e ultimo LP di
Dino.
In esso qualche successo precedente e molte canzoni già note per altri
interpreti "Ti credevo felice", la migliore canzone del disco, precedentemente
era stata incisa da Fabrizio Capucci, (balzato agli onori della cronaca rosa,
per essere stato marito di Catherine Spaak), "Se Dio ti dà" di Gino Paoli e
successi già collaudati come :"Ob la dì, ob la dà" dei Beatles, "Pensiero
d'amore" dei Bee Gees, ma già portata al successo da Mal in Italia, "Eloise" di
Barry Ryan e "L'amore è una cosa meravigliosa".
Poi di lui, stranamente, poche notizie.
Lo troviamo come partecipante in due edizioni del "Disco per l'estate".
Nel '71, con "Notte calda", inciso per la RCA, e nel '73, passato nelle file
dell'Ariston, con un ottimo pezzo di Luciano Rossi, "Parla chiaro Teresa".
In entrambe le occasioni, non ottiene successo e forse questo contribuisce, a
maturare ancora di più, la decisione di Dino, di abbandonare definitivamente
l'attività di cantante.
Dovranno trascorrere quasi 15 anni, prima di ascoltarlo e rivederlo, sui
teleschermi.
L'occasione gliela offre Red Ronnie, sempre più indirizzato alla riscoperta e
rivalutazione artistica per artisti degli anni '60, stanandolo dalla "privacy",
per riproporlo in "Quelli del '68”-Vent'anni prima", e poi ne "Una rotonda sul
mare", terminando con la recente, "C'era una volta il Festival".
In quelle occasioni, si ha avuto l'impressione che Dino l'idolo delle ragazzine
degli anni '60, il ragazzo dagli occhi verdimagnetici e dalla voce
inconfondibile tra beat e melodia, ci abbia ripreso gusto.
Che fosse questo, il primo passo per ricominciare?
Non si sa.
Sta di fatto che......
Nel 1997 fa parte del cast di DOMENICA IN condotta da Mara Venier.
Nello stesso anno è ospite fisso, una volta alla settimana, del MAURIZIO
COSTANZO SHOW.
Dal 1997 fa il suo spettacolo, in sale da ballo, piazze, convention,
accompagnato da quattro ballerine che impreziosiscono e supportano la sua
bellissima voce.
Ha pubblicato un nuovo CD con etichetta Duck Record con i suoi maggiori successi
e nuove canzoni dal titolo Dolci canzoni”.
Oltre a questo ha pubblicato altri tre CD dove riscopre delle canzoni bellissime
degli anni ‘60.
Durante l'edizione 2003 del Festival di Sanremo, è ospite fisso, de "LA VITA IN
DIRETTA" di Michele Cucuzza e nel 2004 della trasmissione "BUONA DOMENICA" su
Canale 5.
E' in uscita un CD con 11 canzoni inedite. Una nuova e seducente avventura
artistica che viene interpretata con questo nuovo album: "SERENATA" - la vera
novità musicale di Dino.